venerdì 20 luglio 2012


SAN PAOLO ALBANESE E SAN COSTANTINO ALBANESE


San Paolo albanese e San Costantino albanese sono due piccoli
comuni situati a pochi chilometri di distanza l'uno dall'altro.
Nonostante la breve distanza ed i molti tratti che li accomunano,
sono in continua amichevole tensione tra di loro. Esiste una certa
forma di chiusuraapertura
come quella di un vecchio abituato alla
propria vita ed i propri ritmi che stenta a modificarli in funzione di
un miglioramento nella vita comune.

Soltanto per citare un esempio, i due paesi non sono riusciti a
formare un vocabolario comune, a dimostrazione della convinzione
in ognuno di loro dei troppi divari che li dividono, tali da non
garantire un semplice riconoscimento anche nei confronti del resto
del mondo.
Sicuramente ad un primo impatto, noi vediamo questa serie di
atteggiamenti come frutto dell'orgoglio e della diffidenza di un
popolo molto legato alla propria terra ed ostile alla condivisione.
In realtà, personalmente parlando, ho cercato di immedesimarmi
nelle loro storie ed aiutandomi con la lettura illuminata di uno dei
libri che considero tra i più notevoli nella storia dell'umanità
“Pensieri” di Pascal ho cercato di interpretare una parte del tutto.

Noi della “moderna società” siamo così presuntuosi, che vorremmo
essere conosciuti da tutto il mondo, e persino da quelli che verranno
quando noi non ci saremo più; e siamo così vani che la stima delle
persone più vicine ci allieta.
La maggior parte delle volte si vuole
sapere qualcosa, solo per poterne parlare.
Altrimenti non si
viaggerebbe per mare, se non lo si potesse raccontare, ed il piacere di
vedere non basterebbe se non ci fosse la speranza di comunicarlo. Le
belle azioni nascoste sono le più apprezzabili.
Ed ancora , ripensando ai tempi così lentamente scanditi in questi
piccoli paesi tra mare e montagna, rispetto ai nostri frenetici della
città, ho con stupore, ritrovato nelle parole di Pascal una ulteriore
riflessione.

Ciascuno esamini i propri pensieri: li troverà sempre tutti occupati dal
passato e dal futuro. Il presente non è mai il nostro fine e,
disponendoci ad essere felici, è inevitabile che non lo siamo mai
veramente.

Ecco perché le nostre tradizioni si evolvono, si adattano a
cambiamenti dettati dall'evoluzione del gusto e della moda, mentre
la festa che abbiamo visto realizzarsi ad Alessandria del Carretto si
compie sempre allo stesso modo come in origine, come se si vivesse
sempre nello stesso presente dando un senso di gioia e di sincera
spensieratezza.

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